
Analisi e riflessioni dopo la vittoria sul Parma per 3-1 Quante volte avremo ripetuto ieri la parola “FINALMENTE” ? Lasciamo perdere… non stiamo lì a contarle… Il Verona dopo 3 mesi “espugna” le mura amiche con una prestazione altamente convincente e nel firmamento della propria rosa tornano a brillare vecchie stelle e ne iniziano a luccicare delle nuove. Nell’immediato futuro, sarà impossibile per Mandorlini non tenerne conto. Ma iniziamo da Toni. Il vecchio e intramontabile leone si è preso la squadra sulle spalle, ha fatto reparto da solo, ha segnato il 2-1 e al termine della gara si è lasciato andare a delle giuste critiche nei confronti del sistema-calcio nazionale. Al centro della polemica? L’andare per forza a cercare all’estero ciò che si può trovare benissimo in casa nostra: giovani talenti italiani da utilizzare a valorizzare. Dopo la performance di ieri, gli spunti della considerazione chi può averglieli dati se non Sala e Valoti? Il primo, 23 anni, ha messo in campo una gran voglia di mettersi in mostra (dopo i travagli fisici degli ultimi mesi) che deve far riflettere chi a volte non mette in campo il 100%. Sala, grinta e intelligenza, dopo i vani tentativi di Toni e Saviola, sfonda il muro ducale con un missile dal limite dell’area ed inizia ad “apparecchiare” il successo scaligero. Il secondo, 21 anni, una volta entrato sul terreno di gioco ha letteralmente cambiato il corso del match. Non solo ha servito a Toni l’assist del 2-1, ma si è ritagliato completamente la scena con l’azione che l’ha portato a segnare il suo primo gol in A ed il terzo per l’Hellas, chiudendo definitivamente ogni speranza parmense. Sono loro i principali artefici di questo trionfo. Ma non vogliamo dimenticare nemmeno gli altri. In difesa chi ha scintillato maggiormente è stato Rodriguez, a centrocampo Greco, ma anche Martic e Brivio si sono dati da fare. E Saviola? Il “FINALMENTE” (in campo) vale anche per lui! Bella la sua prova. Ha cercato il dialogo con Toni, portandolo a tu per tu con “San Mirante”, ha sfiorato la marcatura ed ha svolto più che sufficientemente il ruolo di "cucitore" tra mediana ed attacco. In conclusione applausi per tutti. Con i 21 punti racimolati ieri, ad una giornata dal giro di boa, il Verona adesso è a metà dell’opera. Anzi, visto che per la salvezza serve arrivare a quota 40, all’obiettivo ne mancano ancora 19. Meno della metà. In 20 gare rimanenti, bastano sei vittorie e un pareggio. Un traguardo più che alla portata. Andrea Faedda
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