L'ex attaccante gialloblù Daniele Cacia ha risposto ad alcune domande circa il posticipo di lunedì sera che lo vedrà ospite del Verona per la prima volta da avversario dopo aver lasciato la squadra a fine campionato 2013-2014:

“Sappiamo che a Verona sarà una gara difficile, conosco benissimo il campo e l’ambiente, ma, se pensiamo di andare lì per perdere, allora è meglio che non partiamo per niente. Partite come questa non c’è bisogno di prepararle troppo in settimana perché a livello nervoso e di stimoli si preparano da sé. E’ un match difficile, ma non impossibile, abbiamo bisogno di punti e dovremo andare al Bentegodi da squadra, sappiamo quanto siano forti, anche se non stanno ammazzando il campionato come pensavo."

Sul suo ritorno a Verona ha proseguito: "Che accoglienza mi riserverà il pubblico non lo so, ho lasciato un buon ricordo, a Verona ho trascorso due anni bellissimi dentro e fuori dal campo, è una città fantastica, per me è un piacere tornare lì, sarà molto bello, ritroverò tanta gente che mi ha dato affetto, dalla società agli ex compagni. In caso di gol esulterei? Sì, il gol è sempre una gioia per un attaccante, ora gioco nell’Ascoli e sono contento di questo e ho rispetto per i nostri tifosi."

Daniele ha poi parlato dei suoi 2 anni con l'Hellas :"Non ho mai detto di essere stato trattato come un cane a Verona. A livello umano mi aspettavo di essere trattato meglio dall’allenatore Mandorlini, l’anno prima ero un Dio e l’anno dopo fui messo nel dimenticatoio. Per me è sempre stato un grande orgoglio essere vice Toni, ma quello che mi dispiacque era che quando Toni non giocava piuttosto che mettermi in campo si preferiva inserire un esterno. Invece a livello tecnico nel 4-3-3 di Mandorlini mi sono trovato bene”.

fonte: tggialloblù.it

Alessandro Valente
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