
![]() Aspettavamo da quando è arrivato che il “Turbo” si accendesse! E al suo debutto da titolare non ha deluso! Siamo ancora lì a lustrarci gli occhi per la sua magia su punizione! Juan Manuel Iturbe, al Bentegodi si presenta così. Ma andiamo per gradi. Senza dubbio il primo tempo tra Hellas e Livorno è stato equilibrato, con i toscani magari leggermente più incisivi. Sostanzialmente però, la bilancia non pendeva né da una parte né dall’altra. Il Verona è sceso in campo con Rafael in porta; solita difesa a 4: Cacciatore a destra, Agostini a sinistra e il duo Moras-Gonzalez in mezzo; Romulo, Jorginho e Hallfredsson con Iturbe trequartista a centrocampo; in attacco Toni e Gomez. Nicola risponde con un 3-5-2, nel quale, fra i più importanti ci sono Rinaudo ed Emerson in difesa, Luci a centrocampo, Paulinho e Siligardi in attacco. In avvio, nessuna delle due formazioni riesce a prendere il sopravvento. Il 4-3-1-2 disegnato da Mandorlini rimane piuttosto “imbottigliato” ed i labronici, ordinati e ben disposti da Nicola non corrono pericoli. Verso la mezz’ora, gli ospiti iniziano a farsi insidiosi. Al 27’ i gialloblù perdono palla a centrocampo, ne approfitta Paulinho che impossessandosi della sfera punta l’area, semina i nostri difensori, ma il suo tiro viene respinto da Rafael. Al 32’, ci prova Luci dalla distanza: anche in questo caso il portiere brasiliano è strepitoso nella deviazione in corner. 1’ dopo, gli scaligeri riperdono nuovamente palla e favoriscono l’inserimento di Siligardi. L’attaccante amaranto, avendo 2 difensori davanti tenta la conclusione da fuori area: Rafael si distende e blocca. Al 37’ si fa male Moras, al suo posto entra Bianchetti. L’estremo scaligero poco dopo (39’), si supera nuovamente, opponendosi ad un gran tiro ravvicinato di Paulinho. Al 41’ finalmente l’Hellas risponde. E lo fa alla grandissima portandosi in vantaggio. Iturbe sulla trequarti prova a saltare un uomo ma viene steso: è punizione. Lo stesso nr 15 s’incarica di batterla, con addosso la fiducia di tutti i suoi compagni. Ed ec co l’incanto! La palla, calciata magistralmente supera la barriera e va ad insaccarsi nel “sette” alle spalle di Bardi. Un sinistro fatato… ed il Bentegodi impazzisce. Dopo 3’ ancora Verona: Toni tocca per Gomez, botta dell’argentino e ottima parata del portiere. Al 46’ però la doccia fredda: il Livorno pareggia. Angolo battuto dalla destra, nessuno dei gialloblù intercetta, dal mucchio spunta Rinaudo che di testa fa 1-1. Nella ripresa si rompono gli equilibri. L’Hellas sarà praticamente l’unica squadra in campo. Mandorlini torna al 4-3-3 e pone Iturbe a destra del tridente, con Gomez a sinistra e Toni ovviamente centrale. Jorginho inizia a dirigere l’orchestra e appena può distrugge il gioco degli avversari. Romulo è uno stantuffo inesauribile e Cacciatore da una parte e Agostini dall’altra sono delle valide alternative in fase offensiva. In avanti, Toni gioca prevalentemente di sponda, anche perché dalle retrovie non arrivano palloni alti per le sue schiacciate di testa. Dopo 7’ il gioiellino Iturbe va vicino al vantaggio e alla doppietta personale. Dalla destra si accentra per liberare il mancino e s'inventa una conclusione a giro che lambisce l’incrocio dei pali. Risponde subito Schiattarella per il Livorno: il centrocampista entra dalla destra in area e impegna Rafael sul primo palo. Al 55’ ancora Verona vicino al gol: Cacciatore crossa in mezzo, a sorpresa impatta di testa Jorginho, ma la palla va alta di poco. Al 69’ splendida sponda di Toni per Gomez, sinistro dal limite ma Bardi si distende e blocca. Al 74’ Hellas finalmente in vantaggio. Iturbe dalla destra mette in mezzo, il pallone è troppo alto per tutti, ma ingenuamente Schiattarella trattiene Toni quel tanto che basta per farlo cadere. Per l’arbitro Tommasi non ci sono dubbi: è rigore. Come mercoledì scorso a Torino, s’incarica del tiro Jorginho. Il giovane brasiliano realizza spiazzando Bardi: è 2-1 !!! Allo scadere gli scaligeri potrebbero addirittura triplicare ma Toni, ricevuta palla dalla destra, calcia alto. I gialloblù vincono meritatamente grazie al cambio di registro del 2° tempo. I migliori? Senz’altro Rafael, poi Iturbe, Jorginho, Romulo e Toni. La squadra coi suoi 10 punti (un quarto per raggiungere una sicura salvezza), sale al 5° posto in classifica. Ma come dice il mister: “non guardiamola!” Già… ma quant’è bello stare lassù. Andrea Faedda,
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